Bergamo, città bellissima!

«Bergamo, città bellissima!» Così un viaggiatore veneziano del ‘600 scrisse a proposito del capoluogo lombardo. Le connessioni tra le due città sono molte, tanto che alcuni – quando i numerosi canali della città non erano stati ancora interrati – definivano Bergamo “la Venezia del nord”.
Probabilmente il forestiero era già rientrato a Venezia quando lasciò queste note, ma aveva ancora negli occhi, oltre che nel cuore,l’immagine della città che si innalzava lontana sul colle, del profilo delle torri e dei campanili che si potevano distinguere chiaramente già dalla bassa pianura.
E’ la stessa visione che accoglie oggi il turista, ad eccezione dei moderni edifici che modificano e, a volte disturbano, l’ampio e romantico panorama di un tempo. Immaginate come doveva essere la città verso la fine dell’800 quando le prime cerchia delle cinta murarie non erano ancora state abbattute e i canali scorrevano fuori e dentro la città rendendola una fortezza impenetrabile mai espugnata.
Ma l’urbanizzazione dell’età moderna non ha scalfito la magia dell’ ’incontro Bergamo Alta. Quando si supera la principale porta delle mura, dedicata a Sant’Agostino, sembra di tornare a quattro secoli fa. Al di là del passaggio, si può ammirare la monumentale fontana di candido marmo e arenaria grigia con al centro il getto fresco di una sorgente, punto di ristoro per il viaggiatore che, qui, poteva fermarsi per contemplare la bellezza e la prosperità della città.
Un’altra fontana oggi richiama l’attenzione del visitatore: quella di piazza Vecchia, autentico perno visivo che esalta le proporzioni della piazza, considerato uno dei migliori lasciti della repubblica veneziana che dal 1428 prese Bergamo sotto la sua ala. Dal porticato della biblioteca Angelo May si può ammirare la scenografia della piazza: il perfetto equilibrio tra il vuoto della pavimentazione a grandi quadrati, e l’allineamento degli edifici, sormontati della torre civica, o Campanone.
Osservando il chiaroscuro della loggia sotto il palazzo della Ragione, si possono scorgere le maschere della Commedia dell’Arte, dell’immortale Arlecchino e del suo compagno di avventure Brighella, che un’antica tradizione vuole siano nati proprio nella bergamasca.
Un palcoscenico dove realtà e leggenda, grandi personaggi e artisti, si muovono e si confondono creando quella panoplia che caratterizza Bergamo e la sua storia.
Eppure possiamo stravolgere il nostro punto di vista e raggiungere, con un moderno ascensore, la cima della torre del Campanone e spaziare, con una vista a 360 gradi, sullo splendido panorama: i tetti, la pianura, la catena delle Alpi Orobiche preannunciata da una sequenza di verdissime colline, ma soprattutto il cielo.
Bergamo dispensa il sole parcamente, ma se vi capiterà la fortuna di ritrovarvi in una di quelle giornate di precoce primavera in cui il temporale lascia il posto al sole e il cielo terso vi guida lo sguardo verso la pianura Padana e poi oltre fino all’Appennino Emiliano, allora non vorrete più tornare a casa. Coronare la vostra giornata in un accogliente bed and breakfast è vivamente consigliato, perché non venite a trovarci?

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